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March 07 Ultima tappa...Oggi e domani on la 1^ liceo A, saremo impegnati nel ritiro spirituale. E' l'ultimo per le calssi preime. Carissimi amici, vi chiedo un ricordo nella preghiera per tutti noi affinché anche questa esperienza possa essere positiva e accrescere la propri amicizia con il Signore e tra di noi.
March 06 La vera gioia nasce nel profondo... non diventiamo ciechi!Ieri sera alla “Buona notte” don Roberto ha regalato una riflessione molto bella che mi ha fatto riflettere tutta oggi. Partiva da una delle testimonianze di domenica alla Festa dei Giovani… quella del ragazzo cieco. Ricordava come quest’uomo che diventato cieco a 14 anni, nell’età più bella dell’aprirsi alla vita, si fosse chiuso per un anno in casa e di come poi si fosse grazie a degli amici riaperto alla vita! Nella sua testimonianza aveva sottolineato come avesse scoperto che la cecità in realtà fosse quella del cuore, dello spirito e proprio da qui fosse ricominciata la sua vita. Ieri sera, appunto, don Roberto sottolineava questo: quante cecità, quante piaghe ha il nostro spirito. Di come però cerchiamo di nascondere e curare le imperfezioni del corpo e quanto poco invece quelle dell’anima! Per un qualche difetto corriamo da estetisti, ci riempiamo di paranoie, crolliamo in ansie e depressioni e per i profondi sfregi dell’anima invece rimaniamo quasi impassibili, immobili, leggeri. Quanto tempo dedichiamo al vestito, all’apparire e quanto poco invece all’essere, alla bellezza del nostro spirito. Mentre don Roberto parlava mi sono venuti in mente molti volti dei ragazzi che ogni mattino incontro, animo, a cui insegno. Di quanti puntino proprio a questo “apparire” piuttosto che all’essere. E di quanto fossero ciechi… ma soprattutto di quanto, tanti di loro, fossero tristi, o felici solo di facciata. Mi sono riecheggiate in mente delle espressioni di don Bosco tra cui quella in cui ricordava che un’anima nel peccato è un anima triste e di come ricordasse ai suoi ragazzi che per essere velamene felici si dovesse essere prima in pace con il Signore. Un anima piccola e ferita infatti lascerà sempre il nostro cuore irrequieto e nulla di ciò che facciamo o viviamo porterà in noi pace e serenità; anzi, ci farà sempre più affondare nel baratro della tristezza e del grigiore, della solitudine e dell’insoddisfazione! Cari ragazzi, torniamo a curare l’anima… non rischiamo di diventare ciechi alla vita! Non si vede bene che con il cuore (se vi abita il Signore). L'essenziale è invisbile agli occhi! Sempre vostro March 04 Tu sei prezioso ai miei occhi!Festa dei Giovani! Festa di gioia, perché festa con il Signore. Penso di poter riassumere così la "magia" che ogni anno avviene in questa occasione. E non potrebbe essere diversamente: possono essere tristi gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Penso che l'accorgersi che la fede quando è condivisa è ancora più bella e grande non possa far altro che allargare il cuore! Me lo hanno ripetuto in pullman, durante il ritorno a casa, alcuni ragazzi che erano con me. E qualcuno insiste con il dire che la Fede è un fatto privato! Certo può avere un aspetto personale, ma la sua espressione più bella e piena resta quella “ecclesiale”, quella di Chiesa, di comunità e comunione. Comunque sia, senza entrare in disquisizioni filosofiche o teologiche, durante la festa mi sono certo divertito assieme ai giovani che ho accompagnato, ho saltato, urlato, ballato… ma mi sono anche commosso, quando per esempio sono passato alla Fontana della preghiera per un momento di adorazione, quando mi sono fermato a confessare e/o parlare con qualcuno... E’ successo perché ancora una volta ho riconosciuto la Sua presenza. Era chiara, evidente e Gliel'ho detto: Signore veramente sta ruotando tutto attorno a Te. Durante l’adorazione ho visto lacrime di gioia, lacrime di sofferenza, di chi riscopriva un amico, di chi semplicemente lo amava. Durante la confessione e la condivisione di vita con qualcuno, ho scoperto cuori preziosi, innamorati, sognanti nonostante fossero magari feriti e sanguinanti. E poi il resto della festa: musica, danze, salti, teatro, luci, stand vari... Tutta la fantasia del mondo giovane che si metteva in gioco e scendeva in campo. Anche qui... c'è ancora chi sostiene che i giovani oggi siano "il problema" della società. Mi sentivo più in sintonia con Giovanni Paolo II che ricordava il contrario: Giovani siete la speranza del mondo, della Chiesa. Mi sento più in sintonia con don Bosco (e la festa mi pare ricalcasse proprio il suo stile di Santità… lo stare molto allegri, il condividere l’impegno ponendolo a servizio, l’amicizia profonda con il Signore) che affermava e viveva il fatto che “in ogni giovane vi sia un punto accessibile al bene” e “che la gioventù è la porzione di Chiesa più fragile e preziosa”. Ritengo che il messaggio della Festa, nonché slogan dell’anno, sia quanto mai azzeccato: TU SEI PREZIOSO AI MIEI OCCHI. Scoprire di essere preziosi agli occhi di qualcuno ridona vita: ce lo ha ricordato anche don Cece nella sua breve ma bellissima testimonianza. Come rinascono quei piccoli che con la sua equipe raccolgono dalla strada, come anch’essi poi una volta rinati, comincino a donare vita… Contro un mondo che si chiude sempre più nel proprio piccolo, nel proprio egoismo sterile, scorgere questi semi di speranza significa ribadire che il “Regno dei Cieli” è veramente in mezzo a noi e fa lievitare di vita. Ho visto i miei ragazzi tornando a casa con gli occhi contenti, sorridenti, nonostante le fatiche che molti di loro so che portano nel cuore e nella vita. Un seme di speranza è stato però piantato anche in loro: prego perché possa ora trovare un terreno fecondo dove porre radici e così portare frutti abbondanti di vita per loro e per quanti avranno la fortuna di incontrarli. I “nei” della festa li tralascio… ne parlerò con chi di dovere. Infondo, perché fissare lo sguardo su ciò che non ha funzionato senza prima aver alzato lo sguardo al cielo e ringraziato per il resto? A tutti voi che avete partecipato alla Festa (in particolare a mio fratello Andrea e ad Arianna), grazie di esserci stati, grazie per la vostra gioiosa amicizia; per tutti gli altri, grazie perché so che nel Signore il vostro cuore era presente con noi! Un grazie speciale anche al gruppo che ha organizzato lo stand con la porchetta… era da tanto che non mangiavo dei panini così buoni. Sempre vostro in don Bosco Don Caio SdB March 01 FESTA DEI GIOVANIFINALMENTE CI SIAMO:
2 MARZO 2008
FESTA DEI GIOVANI
A JESOLO!
Al ritorno vi racconto!
Intanto se potete, vi chiederei una preghiera per tutti i giovani che parteciperanno: possano scoprire Gesù come luce per la loro vita!
sempre vostro
don Caio SdB
PS: La Festa sarà trasmessa in televisione su Telepace a partire dalle 12.15 circa alle 14.30. per maggiori informazioni consultate il sito www.donboscoland.it February 27 Con lo sguardo giusto: i tre spaccatori di pietreDurante il Medioevo, un pellegrino aveva fatto voto di raggiungere un lontano santuario, come si usava a quei tempi. Dopo alcuni giorni di cammino, si trovò a passare per una stradina che si inerpicava per il fianco desolato di una collina brulla e bruciata dal sole. Sul sentiero spalancavano la bocca grigia tante cave di pietra. Qua e là degli uomini, seduti per terra, scalpellavano grossi frammenti di roccia per ricavare degli squadrati blocchi di pietra da costruzione. Il pellegrino si avvicinò al primo degli uomini. Lo guardò con compassione. Polvere e sudore lo rendevano irriconoscibile, negli occhi feriti dalla polvere di pietra si leggeva una fatica terribile. Il suo braccio sembrava una cosa unica con il pesante martello che continuava a sollevare ed abbattere ritmicamente. «Che cosa fai?», chiese il pellegrino. «Non lo vedi?» rispose l'uomo, sgarbato, senza neanche sollevare il capo. «Mi sto ammazzando di fatica». Il pellegrino non disse nulla e riprese il cammino. S'imbatté presto in un secondo spaccapietre. Era altrettanto stanco, ferito, impolverato. «Che cosa fai?», chiese anche a lui, il pellegrino. «Non lo vedi? Lavoro da mattino a sera per mantenere mia moglie e i miei bambini», rispose l'uomo. In silenzio, il pellegrino riprese a camminare. Giunse quasi in cima alla collina. Là c'era un terzo spaccapietre. Era mortalmente affaticato, come gli altri. Aveva anche lui una crosta di polvere e sudore sul volto, ma gli occhi feriti dalle schegge di pietra avevano una strana serenità. «Che cosa fai?», chiese il pellegrino. «Non lo vedi?», rispose l'uomo, sorridendo con fierezza. «Sto costruendo una cattedrale». E con il braccio indicò la valle dove si stava innalzando una grande costruzione, ricca di colonne, di archi e di ardite guglie di pietra grigia, puntate verso il cielo.
Per i miei studenti: la fatica dello studio la si può vivere in tanti modi. Brontolando, lamentandosi, guardando solo alla fatica in se, senza metterci un significato, un orizzonte più grande. Oppure, alzando lo sguardo e ampliando il nostro orizzonte, possiamo viverla accorgendosi che stiamo costruendo oggi la "cattedrale della nostra vita".
Per tutti noi: senza un orizzonte più grande che dia significato a quanto compiamo, la fatica, la delusione, la sofferenza prima o poi ci porteranno ad arrenderci, a darci per sconfitti. Ma se cominciamo ad osservare a quanto ogni giorno ci è dato di vivere con lo sguardo giusto, nella pace o nella tempesta, riusciremo sempre ad alzarci, perché il nostro cuore è già immerso in qualcosa di più grande!
Sempre vostro
February 21 Domani si replica!Proprio così... domani si replica con i ritiri!
Questa volta tocca alla 1^ liceo B e alla 1^ ITC.
Inutile dirvi, cari amici, che mi raccomando anche alle vostre preghiere affinché possa essere un'esperienza bella di riflessione, divertimento, amicizia e soprattutto di Dio, per tutti i ragazzi e gli animatori che parteciperanno.
Sempre vostro, don Caio SdB.
PS: Una preghiera speciale per il nostro amato e stimato professore Matteo Baldo.
February 17 Di ritorno da RomaEd eccomi qui! Siamo tornati sani e salvi anche questa volta. Nonostante la sfacchinata Verona-Roma, Roma Verona in macchina, sono stato molto contento di questi giorni di Convegno! A partire dal tema... educare le vocazioni con il cuore di don Bosco. Devo ammettere che i tre relatori hanno lasciato degli echi molto grandi in me, soprattutto mi hanno portato a verificare molti miei modi di fare: e così questi tre gironi si sono trasformati anche in un bellissimo confronto con don Bosco e un acceso "esame di coscienza". Uno degli interventi ricordava che CHI AMA, CHIAMA richiamando al fatto che Dio continuamente vuole incontrare l'uomo e che continuamente vuole avere bisogno di lui rinunciando anche alla sua "onnipotenza" pur di poter camminare e relazionarsi con la sua creatura, per fare insieme il cammino verso la felicità autentica. Veniva inoltre ricordato che i giovani, ogni giovane (ma possiamo estenderlo a ogni cristiano), è chiamato alla responsabilità di rispondere alla chiamata di Dio e dunque a come nell'accompagnare i giovani a scoprire il volto di questa chiamata fosse un ruolo delicato e da fare continuamente nella preghiera, nell'ascolto di Dio. L'ultimo incontro ripercorreva il modo di fare di don Bosco. Questo per me è stato un fantastico viaggio nel cuore di nostro padre Don Bosco. Il guardare alla sua vita consegnata a Dio per i giovani, il suo inesauribile e continuo lavorare per Lui e loro, la sua fiducia incondizionata nella Provvidenza, la sua grande e immensa passione che lo accendeva di amore autentico per i giovani e Dio e che lo portava a pagare di persona con sofferenze grandi, mi hanno infuso una gioia incontenibile per il fatto di essere figlio spirituale di questo grande uomo (santo) e consolidato il desiderio di somigliarli sempre più. Cari amici... voi sapete quanto lontano sono ancora dall'assomigliarli veramente... vi chiedo quindi un aiuto in più nella preghiera! Da par mio cercherò di aumentare la mia preghiera e il mio affidamento a Lui affinché le vostre vite siano sempre piene del suo Amore, della sua presenza che da vita, e perché con il Suo aiuto, impari a spendermi sempre più per ognuno di voi!!! sempre vostro, don Caio SdB
February 13 A Roma!Carissimi amici,
sono nuovamente in viaggio. Domani mattina, infatti, partirò per Roma (precisamente per Genzano), dove con altri confratelli salesiani, parteciperò ad un convegno sull'accompagnamento vocazionale!
L'esperienza dalle premesse si presenta oltre che interessante, anche molto arricchente a livello personale!
Vi chiedo pertanto un ricordo nella preghiera affinché possa essere un'occasione per porsi meglio in ascolto di Dio, del suo Amore, e così anche di tutti i giovani e le persone che mi donerà di conoscere e incontrare!
Ci abbraccio tutti fraternamente in don Bosco,
sempre vostro don Caio SdB
February 12 Noi degli anni 70E' arrivata via mail... e oltre ad avermi fatto sorridere, mi è piaciuta perché è vera, anche se un pò nostalgica!
Noi che ci divertivamo anche facendo "Strega comanda colore”. Noi che facevamo "Palla Avvelenata". Noi che giocavamo regolare a "Ruba Bandiera". Noi che non mancava neanche "dire fare baciare lettera testamento". Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo "Parco Della Vittoria e Viale Dei Giardini". Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva. Noi che mettevamo le carte da gioco con le mollette sui raggi della bicicletta. Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo. Noi che "se ti faccio fare un giro con la bici nuova non devi cambiare le marce". Noi che passavamo ore a cercare i buchi sulle camere d'aria mettendole in una bacinella. Noi che ci sentivamo ingegneri quando riparavamo quei buchi col tip-top. Noi che il Ciao si accendeva pedalando. Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa. Noi che facevamo a gara a chi masticava più bigbabol contemporaneamente. Noi che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai attaccato nessuna malattia mortale anche se dopo averli accarezzati ci mettevamo le dita in bocca. Noi che quando starnutivi, nessuno chiamava l'ambulanza. Noi che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per tutta casa. Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella.. Noi che se passavamo la palla al portiere coi piedi e lui la prendeva con le mani non era fallo. Noi che giocavamo a "Indovina Chi?" anche se conoscevi tutti i personaggi a memoria. Noi che giocavamo a Forza 4. Noi che giocavamo a fiori frutta e città (e la città con la D era sempre Domodossola). Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini. Noi che ci spaccavamo le dita per giocare a Subbuteo. Noi che avevamo il "nascondiglio segreto" con il "passaggio segreto". Noi che giocavamo per ore a "Merda" con le carte. Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, ci toccava Riavvolgere il nastro con la BIC. Noi che in TV guardavamo solo i cartoni animati. Noi che avevamo i cartoni animati belli.!! Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake e Mazinga (Goldrake, ovvio..) Noi che guardavamo "La Casa Nella Prateria" anche se metteva tristezza. Noi che abbiamo raccontato 1.500 volte la barzelletta del fantasma formaggino. Noi che alla messa ridevamo di continuo. Noi che si andava a messa se no erano legnate. Noi che si bigiava a messa. Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia. Noi che non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato sul terrazzo. Noi che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al compagno. Noi che si andava in cabina a telefonare. Noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto. Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l'albero. Noi che le palline di natale erano di vetro e si rompevano. Noi che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti, i nostri compagni di classe. Noi che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per terra. Noi che alle feste stavamo sempre col manico di scopa in mano. Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a Dormire tardissimo. Noi che guardavamo film dell'orrore anche se avevi paura. Noi che giocavamo a calcio con le pigne. Noi che le pigne ce le tiravamo pure. Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo. Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna e eravamo sempre sorridenti. Noi che il bagno si poteva fare solo dopo le 4. Noi che a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali. Noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta. Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli. Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2. Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa Era il terrore. Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google. Noi che internet non esisteva. Noi che "Disastro di Cernobyl" vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina. Noi che compravamo le uova sfuse, e la pizza alta un dito, con la carta del pane che si impregnava d'olio. Noi che non sapevamo cos'era la morale, solo che era sempre quella..fai merenda con Girella. Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio. Noi che se andavi in strada non era così pericoloso. Noi che però sapevamo che erano le 4 perché stava per iniziare BIM BUM BAM. Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perché c'era Happy Days. Noi che il primo novembre era "Tutti i santi", mica Halloween!!! Che fortuna amici! February 08 RitiriAmici carissimi,
oggi comincio i ritiri di quaresima per i ragazzi delle prime liceo: oggi e domani 1^ C scientifico e IV Ginnasio.
Chiedo a tutti voi una preghiera per il buon esito di questa esperienza.
con affetto sincero don Caio SdB February 06 Buona Quaresima
C'era una volta un uomo di nome George Thomas, era pastore protestante e viveva in un piccolo paese. Una mattina della Domenica di Pasqua stava recandosi in Chiesa, portando con sé una gabbia arrugginita. La sistemò vicino al pulpito. La gente era alquanto scioccata. Come risposta alla motivazione, il pastore cominciò a parlare..... "Ieri stavo passeggiando quando vidi un ragazzo con questa gabbia. Nella gabbia c'erano tre uccellini, tremavano dal freddo e per lo spavento. Fermai il ragazzo e gli chiesi:"Cos'hai lì, figliolo?". "Tre vecchi uccellini" fu la risposta. "Cosa farai di loro?" chiese "Li porto a casa e mi divertirò con loro", rispose il ragazzo. "Li stuzzicherò, strapperò le piume così litigheranno. Mi divertirò tantissimo". "Ma presto o tardi ti stancherai di loro. Allora cosa farai?". "Oh, ho dei gatti," disse il ragazzo. "A loro piacciono gli uccelli, li darò a loro". Il pastore rimase in silenzio per un momento. "Quanto vuoi per questi uccelli, figliolo?"."Cosa??!!! Perché, mica li vorrai signore, sono uccelli di campo, niente di speciale. Non cantano. Non sono nemmeno belli!" "Quanto?" chiese di nuovo il pastore. Pensando fosse pazzo il ragazzo disse, "100 € ?" I l pastore prese 100 € dalla sua tasca e li mise in mano al ragazzo. Come un fulmine il ragazzo sparì. Il pastore prese la gabbia e con delicatezza andò in un campo dove c'erano alberi e erba. Aprì la gabbia e con gentilezza lasciò liberi gli uccellini. Così si spiega il motivo per la gabbia vuota accanto al pulpito. Poi iniziò a raccontare questa storia. Un giorno Satana e Gesù stavano conversando. Satana era appena ritornato dal Giardino dell'Eden, era borioso e si gonfiava di superbia. "Sì, Signore, ho appena catturato l'intera umanità. Ho usato una trappola che sapevo non avrebbe trovato resistenza, ho usato un'esca che sapevo ottima. Li ho presi tutti!" "Cosa farai con loro?" chiese Gesù Satana rispose: "Oh, mi divertirò con loro! Gli insegnerò come sposarsi divorziare, come odiare e farsi male a vicenda, come bere e fumare e bestemmiare. Gli insegnerò a fabbricare armi da guerra, fucili e bombe e ammazzarsi fra di loro. Gli renderò tristi togliendo loro i sogni, la speranza, il futuro. Mi divertirò un mondo!" "E poi, quanto hai finito di giocare con loro, cosa ne farai?", chiese Gesù. "Oh, li ucciderò," esclamò Satana con superbia. "Quanto vuoi per loro?" chiese Gesù. "Ma va, non la vuoi questa gente. Non sono per niente buoni, sono cattivi. Li prenderai e ti odieranno. Ti sputeranno addosso, ti bestemmieranno e ti uccideranno. No, non puoi volerli!!" "Quanto?" chiese di nuovo Gesù. Satana guardò Gesù e sogghignando disse: "Tutto il tuo sangue, tutte le tue lacrime e la tua vita." Gesù disse: "Affare fatto!". E poi Gesù pagò il prezzo. Il pastore prese la gabbia e lasciò il pulpito.
Una storiella semplice, forse non proprio ortodossa, ma che vuole ricordarci il senso di questo cammino di Quaresima: preparare il cuore a ringraziare, ringraziare per il dono più bello che c'è stato fatto... la nostra salvezza! Questo periodo possa aiutarci a "convertirci", ossia a tornare al Signore e alle persone che amiamo con un cuore grande, ricco di gratitudine per un dono che non speravamo, non meritavamo, ma che Dio nel suo amore ha comunque voluto farci pagando di persona! Un tempo di prova, una palestra del cuore, per poter imparare ad amare sull'esempio di chi ci ha amati... ecco il senso del sacrificio, il senso del digiuno. Per fare spazio in noi, fare spazio per la sua Parola, fare spazio per la sua presenza, per il suo Amore, per il suo dono di salvezza. Per non perdere quel "cielo" che Lui ci ha già riconsegnato, riaperto, donandoci di essere figli suoi. Auguro a me e a tutti voi Buona Quaresima, buon cammino. don Caio SdB.
January 31 Festa di don BoscoCarissimi amici,
a tutti voi un augurio sincero in questo giorno per me, e per tutti i salesiani, davvero importante!
Oggi ricordiamo San Giovanni Bosco: guardando a questo Santo, a questo grande uomo, mi rendo conto del grande dono che ho ricevuto con la consacrazione religiosa, con il dono di essere salesiano e sacerdote! Ma soprattutto rinnovo la gioia grande di potermi donare per i giovani. Oggi nel vedere la gioia su tanti volti, ma anche il sapere di tante sofferenze celate dietro di essi, è emerso dal cuore ancora una volta il Sì al Signore che mi chiama ad essere suo per loro.
Al Signore, a don Bosco, a Maria Ausiliatrice e ai miei confratelli salesiani, tutta la mia riconoscenza e il mio affetto. E a voi, miei cari giovani, con loro e attraverso loro, tutta la mia vita!
Buona festa di Don Bosco a tutti!
don Caio SdB!
O padre e maestro della gioventù
san Giovanni Bosco,
che hai tanto lavorato
per la salvezza delle anime,
sii nostra guida
nel cercare il bene delle anime nostre
e la salvezza del prossimo.
Aiutaci a vincere le passioni
e il rispetto umano.
insegnaci ad amare Gesù sacramentato,
Maria Ausiliatrice e il papa.
Implora da Dio per noi
una buona morte
affinché possiamo raggiungerti in paradiso.
Amen. January 28 Dammi, Signore, un'ala di riservaA me è piaciuta tanto!
Ho letto da qualche parte che gli uomini
sono angeli con un'ala soltanto:
possono volare solo rimanendo abbracciati.
Oso pensare, Signore,
che anche Tu abbia un ala soltanto.
L'altra la tieni nascosta:
forse per farmi capire che Tu
non vuoi volare senza di me.
Per questo mi hai dato la vita:
perché io fossi tuo compagno di volo.
Vivere è stendere l'ala, l'unica ala,
con la fiducia di chi sa di avere nel volo
un partner grande come Te.
Ti chiedo perdono, Signore,
per tute le ali che non ho aiutato a distendersi.
Per l'indifferenza con cui
ho lasciato razzolare nel cortile,
con l'ala penzolante,
il fratello infelice che avevi destinato
a navigare nel cielo.
E si è ormai persuaso
di non essere più degno di volare con Te.
Soprattutto per questo fratello sfortunato
dammi, o Signore, un'ala di riserva.
(Tonino Bello)
Un abbraccio a tutti... e che tutti voi possiate gioire nel condividere con qualcuno la vostra ala!
January 21 Gruppo Giovani OrizzontiE rieccoci... nuovamente in viaggio. Ancora una volta un'uscita con i Giovani. Questa volta prima e seconda superiore! Destinazione Mogliano Veneto.
Come sempre alla partenza l'incognita di quanto si vivrà ma anche la speranza viva che nasce dall'allegro schiamazzo di noi che ci apprestiamo a partire.
Dicevo nuova uscita, ma anche nuovi partecipanti. Sì perché da settembre ad oggi siamo sempre partiti con un gruppo diverso. Questa volta presenti vi erano: Giangiacomo, Lorenzo, Michela, Veronica, Leonardo, Davide, Giacomo.
L'incontro era sul tema: l'accettazione del diverso. E diversa è stata anche l'esperienza che ci è stata proposta.
Abbiamo incontrato don Davide (un uomo... santo), alcuni volontari e gli ospiti del Griss di Mogliano Veneto: un opera a favore di persone "handiccappate"... o giustamente, come ci ha fatto capire don Davide, "menomate non autosufficienti".
Sì. perché in fondo tutti noi siamo menomati in o per qualcosa... personalmente porto gli occhiali... quindi sono menomato nella vista anche se autosufficiente. Quello che più mi porto nel cuore è sicuramente la voglia di vivere che si legge negli occhi di queste persone. La vita che sanno trasmettere nonostante la loro menomazione... mi chiedo: non è che io sia menomato anche nel cuore oltre che nella vista? Certo è che forse oggi la società (senza voler ora puntar il dito contro di essa in tono polemico e impersonale) è menomata nel cuore. E' il "comune" modo di vivere che spesso si incontra che porta alla marginalità e all'impossibilità per molte di queste persone di poter riscattarsi nel loro vivere e poter riottenere il giusto posto tra i "normali".
Domenica dopo la celebrazione eucaristica don Davide ci ha consegnato un biglietto che voleva essere un mandato... ad ognuno il suo! Questo è quello che mi è stato affidato e che cercherò, anche con il vostro aiuto cari amici, di vivere: Non lasciare che passi un solo giorno senza che si sia levato un raggio di felicità su un cuore triste. Chi nel cammino della vita ha acceso anche soltanto una fiaccola nell'ora buia di qualcuno non è vissuto invano (M. L. King).
Un abbraccio a tutti
January 18 Lettera
Quando ti sei svegliato questa mattina ti ho osservato ed ho sperato che tu mi rivolgessi la parola, anche solo poche parole, chiedendo la mia opinione o ringraziandomi per qualcosa di buono che ti era accaduto ieri, però ho notato che eri molto occupato a cercare il vestito giusto da metterti per andare a lavorare. Ho continuato ad aspettare ancora mentre correvi in casa per vestirti e sistemarti, sapevo che avresti avuto del tempo anche solo per fermarti qualche minuto e dirmi "Ciao"; però eri troppo occupato. Per questo ho acceso il cielo per te, l'ho riempito di colori e di canti di uccelli per vedere se così mi ascoltavi, però nemmeno di questo ti sei reso conto. Ti ho osservato mentre ti accingevi al lavoro e ti ho aspettato pazientemente tutto il giorno, con le molte cose che avevi da fare, suppongo che tu sia stato troppo occupato per dirmi qualcosa. Al tuo rientro ho visto la stanchezza sul tuo volto ed ho pensato di rinfrescarti un poco facendo cadere una lieve pioggia, perchè questa la portasse via, il mio era un dono, ma tu ti sei infuriato ed hai offeso il mio nome. Desideravo tanto che tu mi parlassi.....c'era ancora tanto tempo ho pensato. Dopo hai acceso il televisore, ti ho aspettato pazientemente, mentre guardavi la TV, hai cenato ed immerso nel tuo mondo ti sei dimenticato nuovamente di parlare con me. Ho notato che eri stanco ed ho compreso il tuo desiderio di silenzio e così ho fatto scendere il sole ed al suo posto ho disteso una coperta di stelle ed al centro di questa ho acceso una candela: era uno spettacolo bellissimo, ma tu non ti sei accorto di nulla. Al momento di dormire, dopo aver augurato la buona notte alla famiglia, ti sei coricato e quasi immediatamente ti sei addormentato. Ho accompagnato i tuoi sogni con musica e dolci pensieri ed i miei angeli hanno vegliato su di te, ma non importa, perchè forse nemmeno ti rendi conto che io sono sempre lì con te. Ho più pazienza di quanto t'immagini, mi piacerebbe pure insegnarti ad avere pazienza tu con gli altri. Ti amo tanto che attendo tutti i giorni una preghiera, i doni che ti ho dato oggi sono frutto del mio amore per te. Bene, ti sei svegliato di nuovo ed ancora una volta io sono qui ed aspetto, senza nient'altro che il mio amore per te, sperando che oggi tu possa dedicarmi un pò di tempo. Buona giornata, Tuo papà Dio
Questa sera se puoi alza al cielo una preghiera... ringrazia, chiedi, prega, lotta con Dio e donagli un pò del tuo tempo! Domani sarà ancora più bello svegliarsi e vivere! Con amicizia e affetto, don Caio SdB January 14 Due embrioniNella pancia di una donna gravida vissero due embrioni. Uno di loro era credente, e l’altro un piccolo scettico.
Il piccolo scettico chiese: Ma tu credi nella vita dopo il parto?
Disse il piccolo credente: Certo, è chiaro che esiste. La nostra vita qui è programmata solo perché ci prepariamo per la vita dopo il parto per essere abbastanza forti per quello che ci aspetta dopo.
Disse lo scettico: Cretinate, non esiste. Come potrebbe essere la vita dopo il parto?
C: Precisamente non lo so neanch’io! Sicuramente là ci sarà molta più luce che qua. Forse potremo anche correre e mangiare con la bocca.
S: Impossibile. Come si fa a correre? E a mangiare con la bocca? Che ridere! Esiste il cordone ombelicale che ci dà da mangiare. E poi, è impossibile la vita dopo il parto, perché il cordone già adesso è troppo corto.
C: Ma sì, sicuramente è possibile. Solo che tutto sarà un po’diverso.
S: Nessuno è mai tornato indietro dopo il parto. E la nostra vita è solo buia sofferenza.
C: Anche se non sappiamo come sarà la vita dopo il parto, in ogni caso vedremo la mamma e lei ci penserà.
S: La mamma? Tu credi nella mamma? E dove credi che sia?
C: È qui, dappertutto, attorno a noi. Siamo e viviamo in essa e per essa. Senza di lei non potremmo esistere.
S: No! Io la mamma non l’ho mai vista e dunque non può esistere.
C: A volte quando siamo in silenzio, puoi sentire come canta. Oppure la puoi sentire quando accarezza il nostro mondo. In ogni caso credo che la nostra vita vera comincerà dopo. January 12 Buona domenica!Ed una voce dal cielo disse: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto».
Domani, domenica, si festeggia il giorno del battesimo di Gesù.
In questo giorno quel Cielo chiuso all'uomo a causa del suo peccato, torna ad aprirsi. Quel silenzio che si era creato tra Dio e l'uomo, in Gesù si infrange, e sulla terra come in cielo torna a risuonare la Sua voce: "Voi siete miei figli. Il mio Spirito ora è sopra di voi e con voi rimarrà sempre!"
Auguro a tutti coloro che hanno il cielo del cuore ancora chiuso nel buio, nella solitudine, nella delusione ...nella dipserazione, di riuscire ad udire la voce del suo Amore che ora può tornare a farsi ascoltare. Auguro a me e a tutti voi di poter rimanere sempre in ascolto di questa voce per diventare sempre più suoi testimoni di speranza, di pace, di verità, di amore... e, in questo modo, lasciar trasformare noi stessi, con la nostra vita, in quella stessa voce.
A tutti buona domenica
don Caio! January 10 Quando gli amici ti vengono a trovare!Uno dei doni più belli che ho trovato sotto l'albero quest'anno per Natale è stato il poter riabbracciare degli amici carissimi... per la verità per me sono molto più che semplici amici... per me sono figli, amici, fratelli (come tutti i giovani con cui ho avuto la fortuna di condividere parte del mio cammino)!
Sono i giovani di Pianezza, cittadina nei pressi di Torino dove durante tre anni del periodo degli studi ho prestato servizio!
Un'esperienza bellissima come bellissimo è stato poterli riabbracciare, vedere che sono ormai tutti giovani uomini e donne, che hanno ancora gli occhi trasparenti e capaci di sognare in grande!
Ringrazio il Signore per questi giorni vissuti insieme, ringrazio Andrej che ha voluto condividere con noi questi giorni, ringrazio don Maino che ci ha messo a disposizione gli ambienti del convitto, ringrazio loro per essere voluti venire, ringrazio quelli che non sono riusciti a partecipare ma che nel cuore e nella preghiera sono stati presenti, le loro famiglie che nonostante la distanza continuano ad essere anche la mia famiglia...
ciao, vi voglio bene, don Caio. PS: alcune foto... grazie Francy aspetto le altre!
January 08 Tornati da PierabechImmaginatevi l'attesa grande che regnava nel mio cuore quando il furgone ormai era lanciato in viaggio verso Pierabech una volta fatti accomodare anche la comitiva di Verona Santa Croce!!!
Io (ovviamente dato che guidavo), Rubio e suor Mara davanti... dietro Francesco e il Ciciu nella prima fila di seggiolini, e nelle retrovie Fabio, Alessia e Stefano.
Viaggio tranquillo... Siamo partiti un pò prima per paura di trovare ghiaccio e neve per la strada e non rischiare di arrivare in ritardo al funerale della mamma di Luca. Giunti nei pressi di Udine, invece, anche troppo presto, ci siamo fermati in un autogrill per pranzare e bere un buon caffè. Il clima tra di noi era bello e carico di festa, raddolcito ancor più dal panettone che ha portato Suor Mara.
Usciti dall'autostrada ci siamo portatai mestamente alla chiesa parrocchiale di Adagliacco (mi pare si chiamasse così il paese) per il funerale. Un angelo ora guarda dal cielo don Luca e tutti noi. Ne sono certo. E sicuramente rimarrà in attesa di poter riabbracciare i suoi quando anch'essi giungeranno a riposare nel cuore di Dio.
Terminata la celebrazione siamo ripartiti per i tre giorni che ci attendevano... e per la verità ci attendevano anche tutti gli altri dato che siamo arrivati puntualmente in ritardo!
Poco male, il clima tra tutti al nostro arrivo è moto sereno e caldo: infatti, al nostro apparire la prima realtà ad accoglierci sono stati i sorrisi sinceri di tanti volti... alcuni noti e cari, alcuni meno noti ma carichi di promesse!
L'unico rammarico è che la tanto attesa neve purtroppo era assente... niente, solo un pò di ghiaccio per terra, segno di un passato candore ormai svanito al sole.
Comunque si comincia e tra un attività e l'altra, con gioia scorgiamo che il cielo comincia a donare quanto avevamo potuto solo sperare: piccoli fiocchi bianchi cominciarono ad attraversare il cielo danzando e posandosi lentamente a terra cominciarono a cambiarne il colore. Iniziava, per la gioia di tutti a nevicare... forse ancora troppo poco, ma sicuramente tutto ciò lasciava sperare per i prossimi giorni.
E così è stato... più i nostri incontri si facevano profondi e più il manto della neve si faceva spesso e candido... più i nostri cuori si riempivano di quanto il Signore andava suggerendo, più i nostri spiriti diventavano ilari e ricchi di gioia. E dopo tanto meditare, ecco finalmente l'atteso momento del dopo pranzo sulla neve. Le risa, le corse riempivano ancor più di gioia il volto già radioso di tutti.
Il resto... è storia. Lascio qualche foto carpita da www.donboscoland.it per raccontare con le immagini quanto la mente offuscata per l'ora tarda non riesce più narrare.
La riflessione che mi porto più nel cuore, comunque, come al solito non è stata la seppur bellissima coreografia che la terra ha preparato per far riposare i nostri cuori e poterli far incontrare con più facilità con il Signore, ma la bellezza di tante anime, di tanti giovani e di tanti confratelli e consorelle. Il loro entusiasmo nel cercare, nel confrontarsi, nel capire quanto Dio ha donato e vuole donare alle loro esistenze... scoprire quale volto Gesù vuole assumere nelle loro vite e cosa desidera costruire con i loro sì. E' questo il miracolo che ogni volta nel Tabor di Pierabech si ripete... e non pesa la fatica di star in piedi a confessare fino all'una e oltre della notte, o le camminate avanti e indietro per i sentieri della montagna. La gioia dei cuori che tornano a soridere, il poter condividere la sofferenza di altri, farsi compagno di strada per meglio abbracciare la nostra vita al Signore è quello che rende questi incontri colmi di futuro, di bellezza,... di Dio.
Ed ecco che si riparte verso casa, chi come noi verso Verona, chi verso la propria città... ci si saluta, ci si abbraccia di simpatico affetto nella gratitudine di aver accettato di condividere un pezzo di vita insieme... e via: si ritorna al proprio quotidiano, sapendo, però, che nessuno di noi ora è quello di prima.
L'impegno che ognuno si porta in cuore è prima di tutto quello di far memoria di tre giorni in cui il Signore è sceso ancora una volta per dire e donare il suo Amore e poi... quello di compiere nuovi passi per poter testimoniare con più verità nella propria vita la festa di questo incontro.
A tutti un buon cammino!!! don Caio SdB January 04 Partenza per PierabechPronti, partenza e... via!!! Questa mattina si parte per Periabech... Affido questa esperienza e i più di 100 giovani che vi parteciperanno all'intercessione di Maria Ausiliatrice!
Speriamo che quest'anno ci sia tanta neve!!!
Nella preghiera porto tutti coloro che mi hanno chiesto un ricordo per se, per i loro amici o per le loro famiglie. Un ricordo particolare per Domenico, Giorgia e la mamma di Luca Della Bianca che è partita per il cielo!
Un abbraccio a tutti... don Caio
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