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    May 31

    GRAZIE!!!

    Carissimi Amici, piccoli e grandi, vi ringrazio di cuore per gli auguri che via sms, via mail o attraverso questo blog mi avete fatto pervenire... ma soprattutto per l'affetto con il quale mi avete circondato. Ancora una volta la "promessa del centuplo" che il Signore ha fatto, si rivela quanto mai vera! Grazie quindi ad ognuno di voi in modo personalissimo! Grazie a Dio che ancora una volta "mantiene le sue promesse".
    In questi giorni gli impegni si sono moltiplicati per la conclusione dell'anno scolastico ormai imminente e tutte le attività estive da preparare... Vi chiedo scusa se non sempre riesco rispondere puntualmente ai vostri messaggi o mail... quanto prima cercherò di farmi vivo da tutti!
    Vi abbraccio con gioia nel Signore. La Sua Benedizione scenda copiosa su ognuno di voi e nelle vostre famiglie.
    Sempre vostro con gioia in don Bosco
    don Caio SdB
     
    cuore
    May 28

    INNO ALLA VITA

    La vita è un'opportunità, coglila.
    La vita è bellezza, ammirala.
    La vita è beatitudine, assaporala.
    La vita è un sogno, fanne realtà.

    La vita è una sfida, affrontala.
    La vita è un dovere, compilo.
    La vita è un gioco, giocalo.
    La vita è preziosa, abbine cura.

    La vita è ricchezza, valorizzala.
    La vita è amore, vivilo.
    La vita è un mistero, scoprilo.
    La vita è promessa, adempila.

    La vita è tristezza, superala.
    La via è un inno, cantalo.
    La vita è una lotta, accettala.
    La vita è un'avventura, rischiala.
    La vita è la vita, difendila.
    La peggiore malattia oggi
    e’ il non sentirsi desiderati
    ne’ amati, il sentirsi abbandonati.
    Vi sono molte persone al mondo
    che muoiono di fame,
    ma un numero ancora maggiore
    muore per mancanza d’amore.
    Ognuno ha bisogno di amore.
    Ognuno deve sapere
    di essere desiderato, di essere amato,
    e di essere importante per Dio.
    Vi e’ fame d’amore,
    e vi e’ fame di Dio.

    Ama la vita così com'è
    Amala pienamente,senza pretese;
    amala quando ti amano o quando ti odiano,
    amala quando nessuno ti capisce,
    o quando tutti ti comprendono.

    Amala quando tutti ti abbandonano,
    o quando ti esaltano come un re.
    Amala quando ti rubano tutto,
    o quando te lo regalano.
    Amala quando ha senso
    o quando sembra non averlo nemmeno un pò.

    Amala nella piena felicità,
    o nella solitudine assoluta.
    Amala quando sei forte,
    o quando ti senti debole.
    Amala quando hai paura,
    o quando hai una montagna di coraggio.
    Amala non soltanto per i grandi piaceri
    e le enormi soddisfazioni;
    amala anche per le piccolissime gioie.

    Amala seppure non ti dà ciò che potrebbe,
    amala anche se non è come la vorresti.
    Amala ogni volta che nasci
    ed ogni volta che stai per morire.
    Ma non amare mai senza amore.

    Non vivere mai senza vita!

    Il giorno più bello? Oggi.
    L’ostacolo più grande? La paura.
    La cosa più facile? Sbagliarsi.
    L’errore più grande? Rinunciare.
    La radice di tutti i mali? L’egoismo.
    La distrazione migliore? Il lavoro.
    La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento.
    I migliori professionisti? I bambini.
    Il primo bisogno? Comunicare.
    La felicità più grande? Essere utili agli altri.
    Il mistero più grande? La morte.
    Il difetto peggiore? Il malumore.
    La persona più pericolosa? Quella che mente.
    Il sentimento più brutto? Il rancore.
    Il regalo più bello? Il perdono.
    Quello indispensabile? La famiglia.
    La rotta migliore? La via giusta.
    La sensazione più piacevole? La pace interiore.
    L’accoglienza migliore? Il sorriso.
    La miglior medicina? L’ottimismo.
    La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto.
    La forza più grande? La fede.
    Le persone più necessarie? I sacerdoti.
    La cosa più bella del mondo? L’amore.

    Le opere dell’amore
    sono sempre opere di pace.
    Ogni volta che dividerai
    il tuo amore con gli altri,
    ti accorgerai della pace
    che giunge a te e a loro.
    Dove c’e’ pace c’e’ Dio,
    e’ cosi’ che Dio riversa pace
    e gioia nei nostri cuori.

    Siamo solo sassolini buttati nel mare
    che fanno increspare l’acqua.

    Trova un minuto per pensare, trova un minuto per pregare,
    trova un minuto per ridere.

    (Madre Teresa di Calcutta)

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    Ti ringrazio Signore per la vita che mi hai donato! Donami di esserne sempre degno! Donami di essere dono e quando Tu mi richiamerai a Te fa che sia stato capace di lasciare tracce d'amore!

      don Claudio SdB

    May 17

    Veglia Vocazionale a Castello di Godego

    Carissimi Amici,
    questo pomeriggio e domani sarò a Castello di Godego (TV) per la Veglia Vocazionale e per la chiusura dei Cammini di quest'anno. E' un evento importante arricchito anche dalla professione di alcuni giovani come "Salesiani Cooperatori".
    Chiedo a tutti voi un ricordo speciale nella preghiera per tutti i giovani che vi parteciperanno.
    Vi abbraccio nel Signore Risorto augurandovi buona Festa della Trinità!
    Vostro don Caio SdB   
    May 14

    Novena a Maria Ausiliatrice

    Don Bosco quando era richiesto di qualche grazia soleva rispondere: “Se volete ottenere grazie dalla S. Vergine fate una novena” (MB IX, 289).

    Tale novena, secondo il santo, doveva essere fatta possibilmente “in chiesa, con viva fede” ed era sempre un atto di fervente omaggio alla SS. Eucaristia

     
     
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    May 13

    Ho pranzato con Dio

    Un bambino desiderava incontrare Dio. Sapeva che c'era tanta strada da fare, per incontrarlo, così riempì lo zainetto con merendine e aranciata e cominciò il suo viaggio.
    Dopo circa tre isolati, s'imbatté in una vecchia, che se ne stava lì al parco, seduta su una panchina a fissare i piccioni. Il bambino le si sedette accanto ed aprì lo zainetto per prendersi qualcosa da bere, quando notò che la vecchia sembrava affamata, così le offrì una merendina. Lei l'accettò e gli sorrise con gratitudine. Il suo sorriso era così bello che il bambino lo voleva vedere ancora, così le offrì un'aranciata. La vecchia gli sorrise di nuovo, e il bambino ne era entusiasta!
    Se ne restarono lì seduti per tutto il pomeriggio, a mangiare e sorridere, ma senza mai scambiarsi una sola parola. Poi si fece buio, e il bambino si rese conto di essere molto stanco, così si alzò per andarsene ma, dopo appena pochi passi, si voltò, corse verso la vecchia, e l'abbraccio forte-forte.
    Lei lo ricambiò con il più grande sorriso che si sia mai visto.
    Poco dopo, quando il bambino aprì la porta di casa sua, sua madre era stupita, tanta era la gioia che gli si poteva leggere in volto. Gli domandò: "Cos'hai fatto, oggi, che t'ha reso così felice?" Il bambino rispose: "Ho pranzato con Dio." Poi, prima ancora che sua madre potesse rispondere, aggiunse: "Sai una cosa? Dio ha il più bel sorriso che abbia mai visto!"
    Nel frattempo, la vecchia, pure lei raggiante di gioia, fece ritorno a casa sua. Suo figlio era sbalordito, nel vederla così in pace, e le domandò: "Mamma, cosa hai fatto oggi che ti ha resa così felice?" e lei rispose: "Ho mangiato merendine al parco con Dio.". Poi, senza lasciare al figlio il tempo di rispondere, aggiunse: "Sai una cosa? Dio è molto più giovane di quel che mi aspettassi."

    Se vogliamo incontrare Dio, dobbiamo mettere in conto che Egli è sempre diverso da come ce lo aspettiamo ed immaginiamo. Inoltre non dobbiamo cercarLo in eventi strani o lontani dal nostro quotidiano. Cerchiamo piuttosto di coglierLo quando passa nella nostra vita, nella nostra storia, nelle persone che incontriamo, in noi stessi.

    Troppo spesso poi, sottovalutiamo l'importanza di un tocco, di un sorriso, di una parola gentile, di un orecchio che ci presta ascolto; l'importanza anche del più piccolo gesto che dimostra affetto; tutte cose, queste, che potrebbero cambiarci la vita.
    Le persone arrivano nella nostra vita per una ragione, per una stagione, o per tutta la vita. Abbracciamole tutte! Ricordiamoci le parole di Gesù: "...tutto questo l'avete fatto a me!". E ancora: " Io abiterò in voi e voi in me!".

    E se ci capita l'occasione, facciamo sapere alle persone che ci hanno toccato il cuore, quanto sono state importanti. Con questo desidero pure ringraziare, in attesa di farlo personalmente, tutti coloro che nella mia vita sono stati il mio incontro con Cristo.

    Buona scoperta e buon cammino!

     

    Don Claudio SdB

      

     

    May 08

    Perché non diventi fuoco?

    Quando ascoltai la prima volta questa storiella ne rimasi colpito profondamente: sentivo dentro che mi parlava al cuore, in profondità. Ora più che mai sono convinto che questa brevissima storiella mi ha fatto crescere. La voglio condividere con voi:

    Un monaco molto bravo, sempre puntuale alla preghiera e nei lavori a lui affidati, amato dai suoi confratelli per il suo carattere gioviale e premuroso voleva crescere un po’ di più nella vita spirituale.

    Quella sera decise, dunque, di andare a parlare con l'Abate.

    Quando l'Abate lo ricevette egli gli espose il suo stato d'animo e la sua intenzione facendo notare al proprio superiore come si sforzasse ogni giorno di vivere bene, secondo la regola.

    Quando questo finalmente tacque, l'Abate si fermò un attimo in silenzio dopo di ché irruppe in un grido: Perché non diventi fuoco! E così dicendo alzò le mani al cielo ed eccole le sue dita erano diventate fiamma ardente!

     

    Se non ci incendiamo d'Amore siamo ancora troppo poco! Domenica prossima festeggeremo la solennità di Pentecoste: siamo pronti a lasciarci incendiare il cuore dall'Amore di e per Cristo? Chiediamo per noi e per tutta la Chiesa una nuova Pentecoste!

    Ciao a tutti e buon cammino:

    don Caio SdB

    fuoco

    May 05

    6 MAGGIO: FESTA DI SAN DOMENICO SAVIO

    Domenico Savio, soprannominato in piemontese “Minòt”, nacque il 2 aprile 1842 a San Giovanni, frazione di Riva presso Chieri, agli estremi confini della provincia e della diocesi torinese. Fu il secondo di ben dieci fratelli, figli di Carlo, che svolge l’attività di fabbro, e di Brigida Gaiato, sarta. Il piccolo Domenico venne battezzato nella chiesa dell’Assunta in Riva il giorno stesso. Alla fine del 1843 la famiglia si trasferì a Murialdo, frazione di Castelnuovo d’Asti, odierna Castelnuovo Don Bosco. Qui nel 1848 Domenico iniziò le scuole e nella chiesa parrocchiale del paese ricevette la prima Comunione l'8 aprile 1849. Proprio in tale occasione, all’età di appena sette anni, tracciò il suo progetto di vita che sintetizzò in quattro propositi ben precisi: “Mi confesserò molto sovente e farò la Comunione tutte le volte che il confessore me ne darà il permesso. Voglio santificare i giorni festivi. I miei amici saranno Gesù e Maria. La morte ma non peccati”.
    Nel mese di febbraio del 1853 i Savio si trasferirono nuovamente, questa volta a Mondonio, altra frazione di Castelnuovo. Il 2 ottobre dell’anno successivo Domenico, ormai dodicenne, incontrò Don Bosco ai Becchi. Il santo educatore rimase sbalordito da questo ragazzo: “Conobbi in quel giovane un animo tutto secondo lo spirito del Signore e rimasi non poco stupito considerando i lavori che la grazia di Dio aveva operato in così tenera età”. Con la sua innata schiettezza il ragazzo gli disse: “Io sono la stoffa, lei ne sia il sarto: faccia un bell’abito per il Signore!”. Nel giro di soli venti giorni poté così fare il suo ingresso nell’oratorio di Valdocco a Torino. Si mise dunque a camminare veloce sulla strada che Don Bosco gli consigliò per “farsi santo”, il suo grande sogno: allegria, impegno nella preghiera e nello studio, far del bene agli altri, devozione a Maria. Scelse il santo come confessore e, affinché questi potesse formarsi un giusto giudizio della sua coscienza, volle praticare la confessione generale. Iniziò a confessarsi ogni quindici giorni, poi addirittura ogni otto.
    Domenico imparò presto a dimenticare se stesso, i suoi capricci ed a diventare sempre più attento alle necessità del prossimo. Sempre mite, sereno e gioioso, metteva grande impegno nei suoi doveri di studente e nel servire i compagni in vari modi: insegnando loro il Catechismo, assistendo i malati, pacificando i litigi.
    Una volta, in pieno inverno, due compagni di Domenico ebbero la brillante idea di gettare della neve nella stufa dell’aula scolastica. Non appena entrò il maestro, dalla stufa spenta colava un rigagnolo d’acqua. Alla domanda “Chi è stato?”, nessuno fiatò. Si alzarono i due colpevoli per indicare Domenico. Nessuno purtroppo intervenne per dire la verità, così il maestro punì il santo bambino. Uscendo dalla scuola, però, qualcuno vinse la paura ed indicò al maestro i veri colpevoli. Chiamò allora Domenico per chiedergli: “Perché sei stato zitto? Così ho compiuto un’ingiustizia davanti a tutta la classe!”. Domenico replicò tranquillo: “Anche Gesù fu accusato ingiustamente e rimase in silenzio”.
    Un giorno due suoi compagni di scuola si insultarono e si pestarono. Lanciarono poi una sfida a duello. Domenico, che passava di lì diretto all’Oratorio, vide la scene e si rese immediatamente conto del pericolo. Toltosi dal collo il piccolo crocifisso che portava sempre con se, si avvicinò ai due sfidanti. Gridò loro con fermezza: “Guardate Gesù! Egli è morto perdonando e voi volete vendicarvi, a costo di mettere in pericolo la vita?”.
    Un giorno spiegò ad un ragazzo appena arrivato all’Oratorio: “Sappi che noi qui facciamo consistere la santità nello stare molto allegri. Facciamo soltanto in modo di evitare il peccato, come un grande nemico che ci ruba la grazia di Dio e la pace del cuore, di adempiere esattamente i nostri doveri”.
    Questi sono solo i più salienti aneddoti della vita di Domenico Savio, il cui più grande biografo fu San Giovanni Bosco.
    L’8 dicembre 1854, quando il beato Papa Pio IX proclamò il dogma dell’Immacolata Concezione di Maria, Domenico si recò dinnanzi all’altare dedicato alla Madonna per recitarle questa preghiera da lui composta: “Maria, ti dono il mio cuore. fa’ che sia sempre tuo. Fammi morire piuttosto che commettere un solo peccato. Gesù e Maria, siate voi sempre i miei amici”. Due anni dopo fondò con un gruppo di amici la “Compagnia dell’Immacolata”: gli iscritti si impegnavano a vivere una vita intensamente cristiana e ad aiutare i compagni a diventare migliori. L’amore a Gesù Eucaristia ed alla Vergine Immacolata, la purezza del cuore, la santificazione delle azioni ordinarie e l’ansia di conquista di tutte le anime furono da quel momento il suo principale scopo di vita.
    Un giorno mamma Margherita, che era scesa a Torino per aiutare il figlio Don Bosco, disse a quest’ultimo: “Tu hai molti giovani buoni, ma nessuno supera il bel cuore e la bell'anima di Savio Domenico. Lo vedo sempre pregare, restando in chiesa anche dopo gli altri; ogni giorno si toglie dalla ricreazione per far visita al Santissimo Sacramento. Sta in chiesa come un angelo che dimora in Paradiso”. Furono principalmente i genitori e Don Bosco, dopo Dio, gli artefici di questo modello di santità giovanile ancora oggi ammirato in tutto il mondo dai giovani.
    Nell’estate del 1856 scoppiò il colera, malattia a quel tempo incurabile. Le famiglie ancora sane si barricarono in casa, rifiutando ogni minimo contatto con altre persone. I colpiti dal male morivano abbandonati. Don Bosco pensò di radunare i suoi cinquecento ragazzi, invitando i più coraggiosi ad uscire con lui. Quarantaquattro, tra i ragazzi più grandi, si offrirono subito volontari. Tra di essi in prima fila spiccava proprio Domenico Savio. Ammalatosi anch’egli, dovette fare ritorno in famiglia a Mondonio, dove il 9 marzo 1857 morì fra le braccia dei genitori, consolando la madre con queste parole: “Mamma non piangere, io vado in Paradiso”. Con gli occhi fissi come in una dolce visione, spirò esclamando: “Che bella cosa io vedo mai!”.
    Pio XI lo definì “Piccolo, anzi grande gigante dello spirito”. Dichiarato eroe delle virtù cristiane il 9 luglio 1933, il venerabile pontefice Pio XII beatificò Domenico Savio il 5 marzo 1950 e, in seguito al riconoscimento di altri due miracoli avvenuti per sua intercessione, lo canonizzò il 12 giugno 1954. Domenico, quasi quindicenne, divenne così il più giovane santo cattolico non martire. I suoi resti mortali, collocati in un nuovo reliquiario realizzato in occasione del 50° anniversario della canonizzazione, sono venerati nella Basilica torinese di Maria Ausiliatrice. E’ patrono dei pueri cantores, nonché dei chierichetti, entrambe mansioni liturgiche che svolse attivamente. Altrettanto nota è la sua speciale protezione nei confronti delle gestanti, tramite il segno del cosiddetto “abitino”, in ricordo del miracolo con cui il santo salvò la vita di una sua sorellina che doveva nascere.
    La memoria liturgica del santo è stata fissata per la Famiglia Salesiana e per le diocesi piemontesi al 6 maggio.

    PREGHIERE A DOMENICO SAVIO
    Angelico Domenico Savio
    che alla scuola di San Giovanni Bosco
    imparasti a percorrere le vie della santità giovanile,
    aiutaci ad imitare il tuo amore a Gesù,
    la tua devozione a Maria, il tuo zelo per le anime;
    e fa' che proponendo anche noi di voler morire piuttosto che peccare,
    otteniamo la nostra eterna salvezza. Amen.

    oppure per i giovani:
    San Domenico Savio, sono anch’io giovane come te,
    e come te cerco molto di amare Gesù.
    Tu sei stato formidabile nell’amicizia con i tuoi compagni,
    nella fiducia verso i tuoi genitori e i tuoi educatori.
    Io ti affido tutti i miei amici e tutte le persone care
    con cui condivido le mie giornate.
    Tu non avresti mai commesso un peccato un peccato che deturpa il cuore.
    Aiutami a trovare le parole, i gesti e gli sguardi che sono giusti e veri,
    per manifestare, come te, la bontà e la verità.
    Fa’ che mi senta sempre amato da Dio
    e che sappia sempre scegliere il bene.
    Ti ringrazio perché mi hai indicato la via della santità
    E sono certo che mi aiuterai a seguirla ogni giorno. Amen

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