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December 23 AUGURICarissimi amici,
in questi giorni e nei prossimi faccio molta fatica potermi collegare e seguire il blog. Si sa che sotto le feste gli impegni per noi sacerdoti si moltiplicano. E così tra messe, confessioni, visite, campi con i giovani e quant'altro, sarò assente dal mondo del web (se non per soli eventuali pochi minuti) fino al 29 di dicembre.
Colgo questa occasione per donarvi i miei più sinceri auguri di
Buon Natale e di buone feste!
Vi ricordo e porto tutti nella mia preghiera... se potete chiedo anche a voi un piccolo ricordo nelle vostre!
Ancora a tutti voi, tantissimi auguri!
December 14 LE DIECI STRADE DEL NATALESe sei triste, rallegra il tuo cuore: Natale è gioia. Se hai dei nemici, riconciliati con loro: Natale è pace. Se hai degli amici, vai a trovarli: Natale è incontro. Se vedi dei poveri attorno a te, aiuta: Natale è carità. Se sei orgoglioso, umiliati: Natale è umiltà. Se hai dei debiti, pagali: Natale è giustizia. Se hai peccato, convertiti: Natale è grazia. Se hai dei dubbi, rafforza la tua fede: Natale è luce. Se vivi nell’errore, correggiti: Natale è Verità. Se porti rancore o odio, perdona: Natale è amore. Buon Avvento e buona preparazione al Santo Natale. AMAMI COME SEI (Gesù parla a un'anima)Mi è piaciuta tanto: ringrazio fabiola per avermela inviata.
"Conosco la tua miseria, le lotte e le tribolazioni della tua anima, le deficienze e le infermità del tuo corpo: - so la tua viltà, i tuoi peccati, e ti dico lo stesso: "Dammi il tuo cuore, amami come sei...". Se aspetti di essere un angelo per abbandonarti all'amore, non amerai mai. Anche se sei vile nella pratica del dovere e della virtù, se ricadi spesso in quelle colpe che vorresti non commettere più, non ti permetto di non amarmi. Amami come sei. In ogni istante e in qualunque situazione tu sia, nel fervore o nell'aridità, nella fedeltà o nella infedeltà, amami come sei.., Voglio l'amore del tuo povero cuore; se aspetti di essere perfetto, non mi amerai mai. Non potrei forse fare di ogni granello di sabbia un serafino radioso di purezza, di nobiltà e di amore ? non sono io l'Onnipotente ?E se mi piace lasciare nel nulla quegli esseri meravigliosi e preferire il povero amore del tuo cuore, non sono io padrone del mio amore? Figlio mio, lascia che Ti ami, voglio il tuo cuore. Certo voglio col tempo trasformarti ma per ora ti amo come sei... e desidero che tu faccia lo stesso; io voglio vedere dai bassifondi della miseria salire l'amore. Amo in te anche la tua debolezza, amo l'amore dei poveri e dei miserabili; voglio che dai cenci salga continuamente un gran grido: "Gesù ti amo". Voglio unicamente il canto del tuo cuore, non ho bisogno né della tua scienza, né del tuo talento. Una cosa sola m'importa, di vederti lavorare con amore. Non sono le tue virtù che desidero; se te ne dessi, sei così debole che alimenterebbero il tuo amor proprio; non ti preoccupare di questo. Avrei potuto destinarti a grandi cose; no, sarai il servo inutile; ti prenderò persino il poco che hai ... perché ti ho creato soltanto per l'amore. Oggi sto alla porta del tuo cuore come un mendicante, io il Re dei Re! Busso e aspetto; affrettati ad aprirmi. Non allegare la tua miseria; se tu conoscessi perfettamente la tua indigenza, morresti di dolore. Ciò che mi ferirebbe il cuore sarebbe di vederti dubitare di me e mancare di fiducia. Voglio che tu pensi a me a ogni ora del giorno e della notte; voglio che tu faccia anche l’azione più insignificante solo per amore. Conto su di te per darmi gioia… Non ti preoccupare di non possedere virtù: ti darò le mie. Quando dovrai soffrire, ti darò la forza. Mi hai dato l’amore, ti darò di saper amare al di là di quanto puoi sognare… Ma ricordati… amami come sei… Qualunque cosa accada, non aspettare di essere santo per abbandonarti all’amore, non mi ameresti mai…"
December 01 Avvento: tempo per imparare a ringraziareGRAZIE!
Chi non sa ringraziare, non sa nemmeno accogliere e donare! Purtroppo oggi siamo troppo impegnati ad accumulare, a pretendere, a dare tutto per scontato… per ricordarci di questa bellissima parola: GRAZIE!!!
Due contadini lavoravano in due campi attigui. Giorno dopo giorno, anno dopo anno, e uno simile all’altro, la loro vita trascorreva identica.
Purtroppo oggi siamo troppo impegnati ad accumulare, a pretendere, a dare tutto per scontato… per ricordarci di questa bellissima parola: GRAZIE!!! Non ci accorgiamo di quanti doni quotidianamente riceviamo dalle persone che abbiamo accanto, dagli amici, dai genitori, dai figli e così non siamo più in grado di aprire il nostro cuore ai piccoli e semplici gesti d’amore che essi ci rivolgono. Ci chiudiamo in noi stessi, nel nostro piccolo mondo, incapaci di aprirci e donarci agli altri. Ci stupiamo quando qualcuno ci rifiuta qualcosa, quando le cose non sono come sempre, quando qualcuno dice: ora arrangiati! Quasi ci arrabbiamo, se ciò che attendevamo non si realizza. Siamo scontenti, non ci accontentiamo, non siamo capaci di amare e peggio ancora di lasciarci amare. Tra pochi giorni sarà Natale e il nostro Signore tornerà a chiederci se abbiamo un posto nel nostro cuore per lasciarlo nascere. Ci chiederà ancora una volta di aprire le nostre braccia per accoglierlo e lasciarci ricolmare dei suoi doni. Non so quanti di noi però riusciranno a commuoversi e a far nascere dalle proprie labbra e soprattutto dal proprio cuore questa ricchissima parola: GRAZIE!!! E’ importante educarci personalmente e reciprocamente al senso della gratitudine, non solo per sentirsi in pace con se stessi, o quale pegno da restituire, ma soprattutto per scoprire quanto siamo amati, per renderci conto che quello che siamo e abbiamo lo dobbiamo ad un Altro. Dire grazie è un’aprire nuovi incontri, nuovi orizzonti, è scoprire dentro di se la capacità di stupirsi, di voler bene senza pretese, di saper cambiare i cuori e la forza di piegare al sorriso anche il volto più marmoreo. E’ il lasciar nascere dentro se gli stessi sentimenti di Dio. Purtroppo siamo spesso disattenti e così ci troviamo a ferire chi più ci ama perché non siamo in grado di cogliere quanto di sé ci sta dicendo e ci sta facendo dono; altre volte ci sentiamo abbandonati, addolorati, incompresi perché nessuno si accorge di quanto stiamo dicendo. Il saper dire grazie significa dire all’altro: «Per me sei importante, quello che sei e quello che fai per me sono importanti, sei nei miei pensieri, sei nel mio cuore». A causa del nostro cuore rattrappito non ci accorgiamo della fatica altrui nel suo camminare ritenendo magari banale o minimo il suo venirci incontro. Anche grandi passi siamo in grado di svilirli con semplici battute, senza pensare alla sofferenza dell’altro, al suo impegno, al suo amarci. Saper dire grazie significa riconoscere questo sforzo, apprezzare quanto di buono c’è in lui, è il rendersi conto che per primi siamo noi ad esser chiamati a camminare verso l’altro. In fondo perché dare qualcosa agli altri se a me non danno nulla? Questo è il pensiero che ci coglie di fronte alle mani aperte di chi ci sta accanto. Ci sembra sempre che chiedano, ed invece il più delle volte offrono. Vediamo le mani vuote ed in realtà sono colme dei doni più veri. Uscire dalla logica dell’egoismo, però, non è semplice, esige prima di tutto cambiare il proprio cuore, saper soffrire per il bene dell’altro, saper immolare se stessi per lasciar posto all’altro. Dire grazie anche quando ci costa ci fa rivivere l’esperienza di Maria a cui sotto la croce è stato chiesto di saper donare Colui che aveva accolto nel grazie del Magnificat. Ringraziare è talmente importante che nella nostra esperienza cristiana abbiamo chiamato il Sacramento più importante Eucaristia, ovvero, Ringraziamento. E’ questo a far sì che la nostra vita possa essere ricolma di gioia, la Vera gioia, è questo a rendere il nostro vivere un inno di lode per quanti ci incontrano. Impariamo a ringraziare, a non chiudere gli occhi e il cuore a quanti ci amano, impariamo ad accogliere, a lasciarci amare. Non priviamoci da soli della gioia di sentirsi amati, di sentirsi importanti, del sentirsi scelti e privilegiati dallo sguardo innamorato di Qualcuno. Aiutiamoci a vincere il nostro egoismo, aiutiamoci ad aprire gli occhi e il cuore, aiutiamoci a smuoverci dalle nostre convinzioni che valgono da assoluti rendendoci sospettosi e sempre pronti al lamento. Dice un proverbio: se cominciassimo a ringraziare Dio dei doni che ci fa ogni giorno, non avremmo più tempo per lamentarci di nulla. A tutti voi che avete letto fino a qui diciamo allora il nostro più sincero grazie: «Grazie per averci donato un po’ del vostro tempo, della vostra attenzione». A tutti voi che avete letto fino a qui auguriamo poi di saper coltivare un cuore capace di gratitudine, capace di allargare le braccia per accogliere l’Amore che nasce, e in grado di “spezzarsi” per farsi dono a sua volta. A tutti Buon Avvento e Buon Natale. |
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